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	<title>GianfrancoMascia &#187; popolo viola</title>
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	<description>Ricomincio da tre</description>
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		<title>L&#8217;1% di violenti non può condizionare il 99% di nonviolenti</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Oct 2011 16:04:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco Mascia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mia figlia ieri sera è tornata a casa con le lacrime agli occhi. Con un misto di rabbia e sconforto. Perchè ha visto una magnifica manifestazione allegra e colorata, nella quale si era identificata e era riuscita a trovare finalmente una voglia di riscossa. Era un appuntamento importante e, mi spiegava, fino alla fine di via Cavour era stata proprio bene con i tantissimi giovani e meno giovani che sfilavano attorno a lei.

Continua su: http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/16/l1-violento-non-condizioni-il-99-nonviolento/164222/]]></description>
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		<title>Due appuntamenti per la legalità e l&#8217;informazione libera</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 04:15:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco Mascia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mercoledì 28 settembre, la Camera dei Deputati voterà, alle ore 16, sulla mozione di sfiducia nei confronti del ministro delle Politiche agricole Saverio Romano, su cui pende una richiesta di rinvio a giudizio per concorso in associazione mafiosa.

In questa occasione è partito un appello, condiviso da blogger, personalità e associazioni, che spiega

”Sentiamo il dovere, al di là di schieramenti, partiti, appartenenze, ideologie e ruoli, di sottolineare in concreto l’esigenza, per il popolo italiano, di istituzioni pulite; che non abbiano, cioè, rapporti con alcuna forma di criminalità organizzata. Questo vuol dire che occorre uscire fuori dell’ambito virtuale, fuori della rete, fuori di social network e blog, per una presenza libera e incisiva nella realtà.”

Per questo viene annunciata una intera “giornata per le istituzioni pulite”:

“Il 28 settembre, ci ritroveremo alle ore 15,30 in piazza Montecitorio per una catena umana a difesa di una sede primaria della democrazia, la Camera dei Deputati. Consapevoli che la sovranità appartiene al popolo ed è solo in nome del popolo che si amministra lo Stato.”

La mobilitazione proseguirà poi la sera dalle 20 in poi, sempre il 28 settembre, con la Notte della legalità (in p.zza SS Apostoli), un’occasione di riflessione condivisa a cui vorremmo partecipassero voci impegnate nella diffusione della cultura della legalità. Ecco il blog di riferimento: http://www.nottebiancalegalita.blogspot.com/

Giovedì 29 sarà la volta della manifestazione del ‘Comitato per la libertà e il diritto all’informazione, alla cultura e allo spettacolo’ che è indetta “per dire di nuovo no al reiterato tentativo del governo di imbavagliare l’informazione con una legge sulle intercettazioni. Secondo informazioni, infatti, il Governo si appresterebbe proprio giovedì 29 a ripresentare il testo del disegno di legge in aula. Lo avevamo detto ed ecco che saremo di nuovo assieme alla società civile, a decine e decine di associazioni, movimenti e sindacati a fronteggiare questo ennesimo ricatto alla democrazia.”

C’è da dire che la Legge sulle intercettazioni prevede una norma (l’ulteriore) per tentare di mettere il bavaglio anche al web. Una ragione in più per partecipare senza tentennamenti. L’appuntamento è dalle 15 alle 18, al Patheon a Roma.

Due appuntamenti importanti ai quali è importante partecipare, non possiamo permettere che i colpi di coda di un regime in agonia producano effetti devastanti per tutta la democrazia.]]></description>
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		<title>Lasciamo a casa i fardelli</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Sep 2011 06:11:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco Mascia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Capita, a volte, di essere talmente concentrati a seguire la propria scia e i propri percorsi, da dimenticare che è necessario andare "oltre" per carpire quello che il mondo ci propone. È vero che oggi viviamo in un mondo pesante e duro, del quale pensiamo spesso di aver smarrito il senso e che ci propone situazioni che non ci piacciono. 
Cerchiamo di descriverlo e usiamo parole che ci si sono appiccicate durante i nostri percorsi. Per questo per entrare in sintonia con gli altri è necessario spogliarci dei nostri campi ideologici e lasciare da parte vocaboli che ci trasciniamo in percorsi che troppo spesso diventano rigidi binari.La parola "felicità" è stata protagonista delle assemblee degli indignati spagnoli dei mesi scorsi solo perché quelle mobilitazioni sono partite da cittadini e basta. Non da associazioni, gruppuscoli, sindacati o partiti.Il dibattito sulla crisi mondiale che il manifesto ha iniziato è molto importante. Ho letto della necessita di fare un passo indietro rispetto le nostre soggettività, della possibilità di unire le forze in campo per un progetto comune, della forza delle mobilitazioni degli ultimi mesi e della rabbia da canalizzare in possibilità. 
Aggiungo che è necessario anche alzare il tiro (e lo dico io, antiberlusconiano doc) dalle nostre miserie politiche a un contesto europeo e, aspetto importante, utilizzare nuove modalità magari prendendole a prestito dagli indignados spagnoli, greci e cileni, ma anche dalle esperienze nostrane del Forum dell'acqua e contro il nucleare, di Roma bene comune, degli autorganizzati, dei No Tav, del Teatro Valle. Modalità che non vogliono personalità di spicco ma idee e discussioni diffuse sul territorio, assemblee piuttosto che conferenze stampa. Questo è il primo aspetto, uno dei più importanti, che tenteremo non solo di affrontare ma di mettere in pratica durante "Piazza Pulita", la grande assemblea pubblica che si svolgerà in piazza San Giovanni a Roma, il 10 e 11 settembre 
Ma è sull'utilizzo delle parole che possiamo riscontrare le maggiori difficoltà. Come possiamo parlare di "contratto di lavoro" a giovani che non ne hanno mai visto uno, neanche al telescopio? Ricordo che Padre Balducci spiegava, circa vent'anni fa, che è difficile parlare di "fratellanza" ad una generazione di figli unici.La stessa cosa succede con le parole d'ordine che usiamo nei nostri dibattiti. Stato sociale, ad esempio. Che significato può avere per ragazzi che hanno visto le nostre istituzioni utilizzate dai politici solo per i propri interessi personali o di partito? E che idea di società hanno generazioni che sono state educate ad autorappresentarsi e a individualizzare tutto: dai rapporti di lavoro (tema di stretta attualità e sul quale lo sciopero del 6 settembre è stato significativo) ai consumi?Proviamo a spogliarci delle parole per spiegare le nostre ragioni. 
È necessario - come ci suggerisce Tourenne - il pathos, l'insistenza sulla cura della democrazia, della costituzione politica, del legame sociale. Ecco allora come ricostruire un tessuto affettivo partendo da noi. Non come soggetti collettivi (troppo spesso autoreferenziali) ma come individui, lasciando da parte parole troppo pesanti, più del mondo che vogliamo cambiare.È l'invito che mi permetto di lanciare: sfruttiamo la due giorni di Roma per continuare il nostro cammino, non partendo da realtà sociali organizzate e predefinite, ma come uomini e donne disposti a metterci in movimento. 
Lasciamo a casa i fardelli che impediscono longevità alle nostre idee, creiamo insieme il nostro percorso stabilendo un legame affettivo con l'altro. Potremmo scoprire che esiste un comune sentire politico per cambiare veramente le cose di questo mondo che non ci piacciono.

Commento apparso su Il Manifesto del 9/11/2011]]></description>
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		<title>Oggi e domani Piazza Pulita: corteo e manifestazione a Roma</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Sep 2011 05:33:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco Mascia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci siamo, la manovra (quarta? quinta?) è passata in Senato e, in barba a tutte le promesse fatte, toccherà solo in minima parte i privilegi della casta, non si curerà della corruzione e non cercherà di prendere provvedimenti sull’evasione fiscale.

Lunedì i deputati dovranno votare facendo finta di decidere, poiché tutte le decisioni sono state prese da alcuni ministri e non vi sarà nessuno spazio per una seria discussione parlamentare, visto che sarà imposto il voto di fiducia.

Le istituzioni e la credibilità della politica di Palazzo ne escono fuori a pezzi, per l’ennesima volta. Siamo al punto più basso della crisi di fiducia tra cittadini e partiti. I patti sanciti dalla nostra Costituzione stanno per essere ulteriormente calpestati. E allora?

E allora dobbiamo riappropriarci delle nostre vite e delle nostre decisioni. Dobbiamo in tutte le maniere riuscire a trasformarci da sudditi passivi a cittadini attivi, buttare alle ortiche il nostro pensiero pigro e riattivare tutte le possibilità di cambiare questa situazione.

L’ultimo tentativo che abbiamo di far sentire alta la nostra voce prima che questa manovra capestro venga approvata è nella mobilitazione di sabato 10 e domenica 11settembre. L’abbiamo chiamata “Piazza Pulita” e sarà divisa in due parti: un grande corteo di avvicinamento che partirà sabato alle 14.30 da piazza della Repubblica a Roma e una grande assemblea popolare che si svolgerà dall’arrivo del corteo (ore 16.30) alla domenica successiva in p.zza San Giovanni.

E’ più di un mese che ci si riunisce con gli “Indignati romani” per autorganizzare questa mobilitazione, e questa è già una novità importante: nessuna decisione verticistica ma una dinamica orizzontale. Come orizzontale sarà l’assemblea in piazza San Giovanni. Infatti non è prevista la presenza di nessun palco ma di diversi punti di aggregazione dove parlare dei temi che ci stanno più a cuore: non solo manovra o crisi, ma anche nuovi strumenti per una democrazia reale. Perché la democrazia del Palazzo è ormai un feticcio mentre la democrazia reale è una opportunità per noi cittadini.

Le regole della piazza sono semplici: Chiara, che partecipa attivamente agli indignati romani, spiega che “la nonviolenza attiva è uno dei principi fondamentali, come il fatto che non ci siano né capi né rappresentanti ma sia l’assemblea il cuore del motore democratico dell’indignazione”.

Eracle, durante le assemblee, ci tiene sempre a puntualizzare le modalità, mutuate da quelle de los Indignados spagnoli: “Nessuna bandiera in piazza, qui ciascuno partecipa come rappresentante di se stesso, chiediamo che l’essere umano e la natura siano al di sopra di ogni interesse, incitiamo le persone a riprendersi la piazza come luogo di dibattito e riflessione, per fare in modo che le assemblee si svolgano senza troppa confusione utilizziamo un semplice linguaggio di gesti.”

La piazza quindi, che sarà disponibile anche per una “accampata” che consenta a chi viene da fuori Roma di rimanere alla due giorni piantando la propria tenda in piazza San Giovanni. Un ultimo aspetto: la mobilitazione è completamente autofinanziata. Per sottoscrivere clicca QUI.

Appuntamento per tutti a Roma domani, sabato, dalle 14 in piazza della Repubblica.]]></description>
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		<title>Rivoluzione dolce: non siamo merce dei politici e dei banchieri</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Aug 2011 06:27:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco Mascia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Molte persone mi chiedono se questo sarà davvero un autunno caldo. Ma è da almeno due anni che la stagione politica italiana è calda, anzi bollente. Probabilmente il risveglio della cosiddetta “società civile” è partito il 5 novembre 2009 con il No Berlusconi Day, che ha dato il la ad una serie di manifestazioni e a tanti presidi piccoli e grandi. Tutti sull’onda di qualche malefatta o tentativo golpistico di questo governo. Adesso però nell’aria c’è qualcosa di diverso. Che non fa riferimento solo a “questo” governo, ma all’essenza stessa delle regole democratiche che guidano le nostre democrazie occidentali. Il riferimento è agli Indignati spagnoli, greci e portoghesi e all’esperienza islandese.

E sembra che tutti se ne stiano accorgendo, meno chi pratica la politica ufficiale e chi la racconta.

I primi, i partiti, sono spesso presi dai loro problemi autoreferenziali. Vedi il Pd con la questione morale, Sel con la mancanza di una vera progettualità o Idv con un partito che vuole aprirsi ed essere meno “dipietrocentrico”. E stanno rinchiusi nelle loro stanze a decidere per i cittadini, senza che gli passi per la mente di ascoltare la voce popolare. E dire che anche recentemente (leggi voto referendario) noi cittadini un segnale chiaro e forte l’abbiamo dato. Ma niente, fanno orecchie da mercante.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/29/rivoluzione-dolce-non-siamo-merce-dei-politici/154143/]]></description>
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		<title>La bufala della riduzione dei Voli Blu</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Aug 2011 11:05:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco Mascia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non viaggi gratis dal proprio collegio elettorale a Roma e ritorno (e poi, quale collegio elettorale che il Porcellum li ha eliminati?), oppure in viaggi da giustificare con missioni o iniziative elettorali, nooo, a sbafo dovunque in Italia e tutte le volte che lo ritengono necessario…

Una delle norme sbandierate in pompa magna da Tremonti, Berlusconi e Calderoli è quella contenuta nell’articolo 18 della bozza di decreto: “Voli in classe economica”: “I Parlamentari, gli amministratori pubblici, i dipendenti delle amministrazioni dello Stato…(omissis)…che utilizzano il mezzo di trasporto aereo, volano in classe economica.”

Potete verificare tutti voi sul sito della nostra compagnia di bandiera come ho fatto io: la Business Class sui voli nazionali non esiste.

Segue su http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/14/la-bufala-della-riduzione-dei-voli-blu/151590/ ]]></description>
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		<title>In gioco le libertà democratiche</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Mar 2011 10:54:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco Mascia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi sarà importante che tutti i cittadini scendano in piazza davanti a Montecitorio, alle 18.00, rispondendo all'appello lanciato dal PD senza differenze di
sorta, perchè sono in gioco le libertà democratiche. Il golpe in Parlamento per far passare il Processo Breve salvaBerlusconi effettuato da Lega e PDL è l'ultimo di una lunga serie di leggi ad personam. Per questo oggi sarà una giornata generale di mobilitazione: un presidio dalle 14.30 davanti alla sede della Commisione di Vigilanza della RAI e - nel pomeriggio - davanti a
Montecitorio dalle 18.
Adesso bisogna pensare a iniziative nonviolente e significative, anche nelle aule parlamentari.]]></description>
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		<title>Domani tutti al Quirinale</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jan 2011 11:34:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco Mascia</dc:creator>
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		<description><![CDATA["Italiani, Ignorati..ora Indignati. Ci vediamo Mercoledì 19 alle ore 20. Al Quirinale. Non perdere tempo, rischi di perdere la liberta'. Passaparola. E porta un fischietto per far sentire la tua voce."]]></description>
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		<title>Clima cileno</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Dec 2010 17:39:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco Mascia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In parole povere: il 14 dicembre il Parlamento sarà off limits e – con molta probabilità – le strade del centro di Roma verranno blindate. Rivivremo quel clima stile “Cile anni ’70″ che abbiamo già visto le settimane passate: il potere politico rintanato nella sua roccaforte e i cittadini tenuti fuori dalla portata delle istituzioni.
Ora l’unica strada percorribile, se non si vuole forzare inutilmente la situazione, è concordare una soluzione alternativa che non penalizzi il senso della nostra mobilitazione. Io credo che dovremmo proporre di spostare la manifestazione a P.zza Santi Apostoli (sempre dalle 15), arrivando ad un compromesso con la Questura: la possibilità comunque, per un gruppetto do cittadini, di presidiare Montecitorio. Un numero limitato, magari solo un centinaio di persone, giusto per far sentire il fiato sul collo ai parlamentari che – seguendo la propria coscienza individuale – dovranno decidere la sfiducia il 14 dicembre.]]></description>
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		<title>Mario, per qualche ora</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 09:36:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco Mascia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vorrei poter dire di aver imparato qualcosa da te, ribaltare lo stato delle cose, pensare una zingarata collettiva. Ma il maestro in queste cose sei tu. noi possiamo, per una settimana, sentirci più liberi, più guasconi, come avresti voluto tu. Riempire i nostri luoghi di lavoro di nuovi mostri e di supercazzole. Nei prossimi giorni vale tutto, per cambiare lo status quo. Come tu ci hai insegnato. Cominciamo con il mettere in discussione l'esistente, anche su web. Ad esempio su Facebook vorrei sentirmi qualche ora come te, non solo cambiando la mia foto, ma anche il mio nome. Sarò Mario,  per qualche ora.]]></description>
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