Silvio Berlusconi sta tentando ancora una volta a sfuggire ai suoi giudici naturali per i reati di concussione e prostituzione minorile, facendo proporre le legge “”Introduzione dell’articolo 315-bis del codice di procedura penale, che riguarda la riparazione per ingiusta intercettazione di comunicazioni telefoniche o di conversazioni”.
La legge, se approvata, impedirà (anche retroattivamente) ai pm e i gip non competenti territorialmente e funzionalmente di autorizzare intercettazioni, pena provvedimenti disciplinari stabiliti dal ministro della giustizia. Non solo, in caso di assoluzione in un processo l’imputato – ma anche tutti i testimoni finiti nelle intercettazioni ’spiattellate’ sui giornali – avranno diritto a un risarcimento di 100 mila euro, che sarà sborsato di tasca propria dai pm dopo sentenza “di responsabilità contabile” della corte dei conti.
Insomma è l’ennesimo tentativo di riportare il potere giudiziario sotto il controllo dell’esecutivo e di impedire che la stampa possa svolgere il suo ruolo libero e indipendente.
Lo scandalo più grande è che la legge sarà retroattiva: avranno diritto al risarcimento anche coloro che sono stati coinvolti in indagini risalenti a 5 anni prima della sua entrata in vigore.
Insomma la legge è fatta a posta per mettere la sordina ai reati di concussione e sfruttamento della prostituzione che vengono contestati a Silvio Berlusconi dai giudici di Milano.
Noi, cittadini italiani indignati, non faremo passare sotto silenzio questo ennesimo sopruso e utilizzeremo tutte le armi della mobilitazione per evitare che – ancora una volta – Berlusconi utilizzi il Parlamento non per risolvere i problemi che attanagliano l’Italia intera, ma per emanare leggi che gli consentano di sfuggire ai suoi giudici naturali.
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Tre leggi per sognare un Paese migliore
Quali sono le tre-cose-tre che l’opposizione dovrebbe proporre per uscire dall’attuale anomalia italiana? Servono tre proposte di legge che permettano di uscire dall’incubo berlusconiano per diventare un Paese normale.
Tre idee vincenti e positive che garantiscano all’elettore che ci stiamo preoccupando del futuro democratico del nostro Paese.
La prima è sicuramente una norma che risolva il problema dei problemi: il conflitto di interessi. E’ dal 1993 – dal lancio di Forza Italia – che stiamo attendendo una norma seria che risolva definitivamente la questione. Sono passati 17 anni, con governi di centrodestra e centrosinistra e l’unica cosa che si è riusciti a partorire è la legge 215/2004 nota come legge Frattini, rivelatasi del tutto inefficace. Infatti nella norma non c’è nessun cenno alla prevenzione dell’insorgere di conflitti di interessi e non è prevista l’ ineleggibilità.
Che differenza con le legislature di tutti i Paesi occidentali più democratici: in Francia, Spagna, Germania, Regno Unito e USA (solo per citarne alcuni) esistono norme specifiche .
Ecco basterebbe prendere la legge spagnola (la “Ley 5/2006″) che prevede l’incompatibilità assoluta tra tutte le alte cariche di governo e altre attività professionali pubbliche o private. È sancito a chiare lettere il principio di esclusività
E’ difficile farlo? No, basta volerlo.
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