Fra poco al Senato sarà presentato il maxiemendamento. Tutti lo stanno apettando, perchè?
Sappiamo già che conterrà non solo le indicazioni che i politici e i banchieri europei vorrebbero imporre all’Italia, ma anche tutto quello che Berlusconi e la sua maggioranza ha pensato di fare ma non ne ha mai avuto il coraggio.
E così la CGIL teme il via libera ai licenziamenti, i lavoratori i tagli alle pensioni e tutti i cittadini la svendita del patrimonio statale.
Ma la verità bisognerà cercarla tra le pieghe del documento. Gli avvocati di Berlusconi hanno lavorato tutta la notte, seguendo le indicazioni dei figli del premier Marina e Piersilvio, per inserire nel codicillo tutto ciò che può aiutare le imprese di famiglia a resistere alla crisi economica. Questa volta approfittando della fretta imposta dalla UE l’opposizione si troverà davanti a un dramma: votare il maxiemendamendo, evitando un eventuale default definitivo, oppure opporsi e rischiare – alla Camera – di mandare sotto il Governo e far trovare il Paese senza legge finanziaria?
Ecco perchè noi cittadini dovremmo far sentire alta la nostra voce precisando che:
- Non accettiamo i diktat che i politici e banchieri europei ci vorrebbero imporre. Poichè sono loro stessi che hanno creato questa crisi economica mondiale (nel caso del nostro Paese aiutati decisamente anche dalla mancanza di un vera politica economica del nostro governo)
- chiediamo che tutte le opposizioni non votino il maxiemendamento, soprattutto dopo che si scoprirà come questo serva solo a difendere i privilegi della Casta al governo, gli interessi personali di Berlusconi e che sarà impostato per far pagare la crisi ai cittadini più poveri e deboli.
- Reclamiamo elezioni immediate: non appena Berlusconi presenterà le sue dimissioni (entro al massimo due settimane) il Capo dello Stato dovrà constatare la mancanza di alternative sciogliendo le Camere
- I partiti di centrosinistra devono lavorare per le primarie di circoscrizione applicate a questa legge elettorale, con l’impegno di cambiarla non appena al Governo.
Abbiamo lasciato l’Italia nelle mani di una classe dirigente che ha pensato solo a se stessa. Se non facciamo qualcosa ora per far sentire la nostra voce, non potremo più lamentarci dello sfascio istituzionale e sociale del Paese.