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Oggi e domani Piazza Pulita: corteo e manifestazione a Roma

Ci siamo, la manovra (quarta? quinta?) è passata in Senato e, in barba a tutte le promesse fatte, toccherà solo in minima parte i privilegi della casta, non si curerà della corruzione e non cercherà di prendere provvedimenti sull’evasione fiscale.

Lunedì i deputati dovranno votare facendo finta di decidere, poiché tutte le decisioni sono state prese da alcuni ministri e non vi sarà nessuno spazio per una seria discussione parlamentare, visto che sarà imposto il voto di fiducia.

Le istituzioni e la credibilità della politica di Palazzo ne escono fuori a pezzi, per l’ennesima volta. Siamo al punto più basso della crisi di fiducia tra cittadini e partiti. I patti sanciti dalla nostra Costituzione stanno per essere ulteriormente calpestati. E allora?

E allora dobbiamo riappropriarci delle nostre vite e delle nostre decisioni. Dobbiamo in tutte le maniere riuscire a trasformarci da sudditi passivi a cittadini attivi, buttare alle ortiche il nostro pensiero pigro e riattivare tutte le possibilità di cambiare questa situazione.

L’ultimo tentativo che abbiamo di far sentire alta la nostra voce prima che questa manovra capestro venga approvata è nella mobilitazione di sabato 10 e domenica 11settembre. L’abbiamo chiamata “Piazza Pulita” e sarà divisa in due parti: un grande corteo di avvicinamento che partirà sabato alle 14.30 da piazza della Repubblica a Roma e una grande assemblea popolare che si svolgerà dall’arrivo del corteo (ore 16.30) alla domenica successiva in p.zza San Giovanni.

E’ più di un mese che ci si riunisce con gli “Indignati romani” per autorganizzare questa mobilitazione, e questa è già una novità importante: nessuna decisione verticistica ma una dinamica orizzontale. Come orizzontale sarà l’assemblea in piazza San Giovanni. Infatti non è prevista la presenza di nessun palco ma di diversi punti di aggregazione dove parlare dei temi che ci stanno più a cuore: non solo manovra o crisi, ma anche nuovi strumenti per una democrazia reale. Perché la democrazia del Palazzo è ormai un feticcio mentre la democrazia reale è una opportunità per noi cittadini.

Le regole della piazza sono semplici: Chiara, che partecipa attivamente agli indignati romani, spiega che “la nonviolenza attiva è uno dei principi fondamentali, come il fatto che non ci siano né capi né rappresentanti ma sia l’assemblea il cuore del motore democratico dell’indignazione”.

Eracle, durante le assemblee, ci tiene sempre a puntualizzare le modalità, mutuate da quelle de los Indignados spagnoli: “Nessuna bandiera in piazza, qui ciascuno partecipa come rappresentante di se stesso, chiediamo che l’essere umano e la natura siano al di sopra di ogni interesse, incitiamo le persone a riprendersi la piazza come luogo di dibattito e riflessione, per fare in modo che le assemblee si svolgano senza troppa confusione utilizziamo un semplice linguaggio di gesti.”

La piazza quindi, che sarà disponibile anche per una “accampata” che consenta a chi viene da fuori Roma di rimanere alla due giorni piantando la propria tenda in piazza San Giovanni. Un ultimo aspetto: la mobilitazione è completamente autofinanziata. Per sottoscrivere clicca QUI.

Appuntamento per tutti a Roma domani, sabato, dalle 14 in piazza della Repubblica.

Rivoluzione dolce: non siamo merce dei politici e dei banchieri

Molte persone mi chiedono se questo sarà davvero un autunno caldo. Ma è da almeno due anni che la stagione politica italiana è calda, anzi bollente. Probabilmente il risveglio della cosiddetta “società civile” è partito il 5 novembre 2009 con il No Berlusconi Day, che ha dato il la ad una serie di manifestazioni e a tanti presidi piccoli e grandi. Tutti sull’onda di qualche malefatta o tentativo golpistico di questo governo. Adesso però nell’aria c’è qualcosa di diverso. Che non fa riferimento solo a “questo” governo, ma all’essenza stessa delle regole democratiche che guidano le nostre democrazie occidentali. Il riferimento è agli Indignati spagnoli, greci e portoghesi e all’esperienza islandese.

E sembra che tutti se ne stiano accorgendo, meno chi pratica la politica ufficiale e chi la racconta.

I primi, i partiti, sono spesso presi dai loro problemi autoreferenziali. Vedi il Pd con la questione morale, Sel con la mancanza di una vera progettualità o Idv con un partito che vuole aprirsi ed essere meno “dipietrocentrico”. E stanno rinchiusi nelle loro stanze a decidere per i cittadini, senza che gli passi per la mente di ascoltare la voce popolare. E dire che anche recentemente (leggi voto referendario) noi cittadini un segnale chiaro e forte l’abbiamo dato. Ma niente, fanno orecchie da mercante.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/29/rivoluzione-dolce-non-siamo-merce-dei-politici/154143/

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