Archive for agosto, 2011

Rivoluzione dolce: non siamo merce dei politici e dei banchieri

Molte persone mi chiedono se questo sarà davvero un autunno caldo. Ma è da almeno due anni che la stagione politica italiana è calda, anzi bollente. Probabilmente il risveglio della cosiddetta “società civile” è partito il 5 novembre 2009 con il No Berlusconi Day, che ha dato il la ad una serie di manifestazioni e a tanti presidi piccoli e grandi. Tutti sull’onda di qualche malefatta o tentativo golpistico di questo governo. Adesso però nell’aria c’è qualcosa di diverso. Che non fa riferimento solo a “questo” governo, ma all’essenza stessa delle regole democratiche che guidano le nostre democrazie occidentali. Il riferimento è agli Indignati spagnoli, greci e portoghesi e all’esperienza islandese.

E sembra che tutti se ne stiano accorgendo, meno chi pratica la politica ufficiale e chi la racconta.

I primi, i partiti, sono spesso presi dai loro problemi autoreferenziali. Vedi il Pd con la questione morale, Sel con la mancanza di una vera progettualità o Idv con un partito che vuole aprirsi ed essere meno “dipietrocentrico”. E stanno rinchiusi nelle loro stanze a decidere per i cittadini, senza che gli passi per la mente di ascoltare la voce popolare. E dire che anche recentemente (leggi voto referendario) noi cittadini un segnale chiaro e forte l’abbiamo dato. Ma niente, fanno orecchie da mercante.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/29/rivoluzione-dolce-non-siamo-merce-dei-politici/154143/

Io non pago il busto di un fascista

Gianni Letta ha avuto uno zio. Guido Letta, fascista.

Certo, gli errori degli zii non ricadono in automatico sulle spalle dei nipoti. Ma anche Gianni passerà alla storia come una delle colonne portanti dell’epopea berlusconiana: quanto di più simile al regime fascista si sia mai visto in Italia dal dopoguerra.

Dello zio Guido Letta, prefetto fascista, nottetempo è stata inaugurata una statua con tanto di piazza intestata. Perchè nottetempo? “Per ragioni di ordine pubblico”.

Nel piccolo paese terremotato di Aielli, Abruzzo, l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia stava infatti aspettando l’inaugurazione per organizzare una manifestazione di protesta.

Protesta perchè il Letta non era solo un “semplice” fascista, ma era proprio razzista. In una lettera del 1939 ai fascisti podestà e commissari prefettizi, scriveva che “l’applicazione rigorosa delle leggi razziali [...] conduce ad una inevitabile conseguenza: separare quanto è possibile gli italiani dall’esiguo gruppo di appartenenti alla razza ebraica […] su queste direttive richiamo la vostra personale attenzione e vi prego di farmi conoscere le iniziative che, d’intesa coi Fasci, prenderete al riguardo e i risultati ottenuti”.

Ma lo scandalo più grande è che i 20mila euro utilizzati per l’iniziativa sono stati rubati dal fondo per il terremoto. Anche questa spesa è stata fatta rientrare nel lungo elenco che attinge dai fondi stanziati per il sisma abruzzese. Che sono soldi per i cittadini abruzzesi, e in ultima analisi anche di tutti gli italiani.

Ecco perchè non possiamo fargliela passare liscia. L’ANPI abruzzese ha già in cantiere una mobilitazione, teniamoci quindi pronti a partecipare.

Per ora, possiamo far sentire la nostra protesta aderendo alla pagina Facebook “Io non pago il busto di un fascista” (http://www.facebook.com/pages/Io-non-pago-il-busto-di-un-fascista/181743218565125) e diffondendo il logo dell’iniziativa.

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