Archive for marzo 1st, 2010

Il Libro Viola

Il Libro Viola è il mio racconto di come sono andate le cose in questi 16 anni di Berlusconi al potere. I Bobi, Craxi, i partiti di sinistra, il “pensiero pigro” fino ad arrivare alla bellissima manifestazione del 5 dicembre e alla nascita del Popolo Viola.
una piccola anticipazione della prima parte della premessa, riservata ai miei lettori di Facebook e del blog:

“PREMESSA

So che anche tu vorresti capire da dove viene tutta questa voglia di viola.
Che senso ha e come è maturata questa cosa che a sminuirla la chiami protesta e a esaltarla manifestazione.
Questa cosa che è riuscita a entrare nell’immaginario collettivo e che mi spinge addirittura a scrivere «il Libro
Viola».
Questa cosa che ha origini lontane e che trae la sua linfa da un’anomalia tutta italiana.
Questa cosa che ha avuto una parola d’ordine semplice semplice, ma che nessuno ultimamente si permetteva di pronunciare, una parola di 4 sillabe che è prepotentemente balzata agli onori della cronaca politica: Dimissioni.
E un colore, il viola.
Un colore allontanato e bistrattato, respinto e dimenticato.
Un colore che è come quando sei bambino e dipingi con gli acquarelli: usi il rosso per i tetti, l’azzurro per il cielo, il marrone per la terra. Poi guardi la tavolozza rudimentale e vedi che tutti questi colori si sono mischiati e rimane solo il viola. La sintesi di tutti gli altri colori.
Il viola è trasversale e nello stesso momento unico, perché rappresenta la frequenza più alta e la lunghezza d’onda più corta.
È il colore degli estremi ma non degli estremismi.
Il viola è lo spirito, lo trovi a metà strada tra la terra e il cielo, tra la passione e l’intelligenza, tra l’amore e la saggezza.
Il viola rappresenta quindi la mediazione, è la concretezza che deriva da una energia pura e spirituale, una voglia di fare e di capire mai ideologica.
Per questo il viola è diventato il «nostro» colore.
Prima ancora del Popolo Viola c’è stata l’esplosione e la diffusione del viola nella moda.
Lo hai visto dappertutto, nonostante si dicesse che portasse sfiga.
Che dici? Anche tu lo indossavi prima del 5 dicembre 2009?
Prima che – agli occhi del mondo – venisse sdoganato come colore benaugurante?
Certo, questo è il segno che l’intelligenza collettiva aveva cominciato ad agire ben prima del No Berlusconi Day.
Noi non abbiamo inventato niente, tutti insieme, collegati in Rete, abbiamo solo tirato le fila di qualcosa che – prima o poi – doveva esplodere, perché c’era un’esigenza di politica grande come una casa, altro che antipolitica.
L’antipolitica e la disaffezione progressiva dell’elettorato italiano sono l’effetto causato da una classe dirigente inadeguata a captare gli umori, le esigenze e le aspettative degli elettori. In Italia i partiti hanno fallito a destra e a sinistra, per non parlare del centro, perché non hanno saputo leggere la realtà senza le lenti deformate delle ideologie o degli interessi corporativi.
Queste pagine offrono la mia personale ricostruzione di come sono andate le cose in questi sedici anni di Berlusconi al potere e raccontano anche come mi sono ritrovato in mezzo a questa rivoluzione viola.
[...]
Perché la voglia di uscire dall’anomalia italiana è trasversale e la voglia di guardare a un futuro diverso è micidiale, così come micidiale è la voglia di non essere più spettatori passivi del teatrino tipico della politica italiana, in cui i leader dei nostri partiti sono più attenti a come apparire in tv o a duellare a colpi di dichiarazioni riprese dalle varie agenzie stampa, piuttosto che badare ai problemi reali del Paese.
Hai visto come la maggior parte dei partiti e dei loro dirigenti siano rimasti spiazzati prima e, soprattutto, dopo il 5 dicembre 2009, quando un intero Popolo si è messo in marcia, dopo essersi autoconvocato e autorganizzato senza chiedere il permesso a nessuno, solo utilizzando Internet e i social network?
Li abbiamo spiazzati….”

Una parte dei proventi del libro andranno per un progetto del Popolo Viola.

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