Dal Basta! all’Ancora!

Manifestazione 27 febbraio 2010

Un mio articolo per l’inserto 3D di Terra!

Dal Basta! all’Ancora!

Secondo Pierre Levy il “giusto non è votato né a governare né a diventare il capro espiatorio” e nell’intelligenza collettiva i membri devo “essere capaci di vivere insieme, di sopportarsi, di aiutarsi, di rafforzarsi a vicenda..”.

Ecco la chiave interpretativa dei Vi@la. Siamo un gruppo di persone che ha annullato le distanze (perchè la rete è extraterritoriale) e valorizzato le competenze. Ci siamo messi in ascolto del mondo ed abbiamo risposto con l’esigenza di una mobilitazione per spiegare chiaro e tondo il nostro BASTA! .

Solo in questa maniera, utilizzando i nostri collegamenti, siamo riusciti ad organizzare in tre settimane questo evento del 27 febbraio. Un evento autopromosso, autorganizzato e… autofinanziato. Perchè grazie alle migliaia di persone che hanno versato tramite Internet un contributo (anche di 2 o 3 euro) siamo riusciti ad ottenere i finanziamenti necessari per realizzare la manifestazione.

Anche in questo caso si è trattato di un agire collettivo, di azioni che – partite da un impulso individuale – si sono messe in collegamento con le azioni di tanti altri, per raggiungere l’obiettivo che ci eravamo proposti.

A volte ci guardiamo negli occhi domandandoci come sia possibile tutto questo. Ed ha proprio ragione Levy. In queste settimane ci siamo studiati e confrontati, abbiamo discusso e dibattuto, abbiamo progettato e ci siamo illusi, ma lo abbiamo fatto alla luce del sole. Senza nascondere niente. I nostri panni sono esposti sulle nostre pagine, nei nostri blog e nei nostri profili di Facebook. Ed anche se qualcuno di noi preferisce celarsi dietro l’anonimato, le idee che espone sono chiare e mostrano molto più di un viso. A volte i gesti e le scelte di qualcuno non sono apprezzate fino in fondo, ma è questa la forza dell’intelligenza collettiva, il saper metterci in discussione senza dimenticare la necessità di rafforzarci l’un l’altro.

Adesso che facciamo?

Dopo due manifestazioni imponenti come queste forse è venuto il momento della riflessione. Dobbiamo fermarci e pensare alla energia accumulata in questi mesi. Una energia frutto delle relazioni e delle collaborazioni tra tutti noi, che dobbiamo necessariamente mettere a disposizione di questo momento storico. Parliamoci fuori dai denti: nessuna forza politica sarebbe stata in grado di organizzare le manifestazioni che noi Vi@la abbiamo realizzato. Non certamente con la stessa intensità, non certamente con la stessa potenza e lo stesso impatto.

Per questo è necessario fermarsi a riflettere su come e cosa rendere possibile con questa vitalità. Una energia che contrapponiamo al potere, perchè il potere blocca le nostre energie e per questo motivo che – secondo me – non dovremo mai diventare un partito o una forza strutturata.

Abbiamo semplicemente la necessità di catalizzare questa potenza in progetti. E per progettare c’è bisogno di tempo, discussione, decantazione. Per diventare più potenti e quindi più incisivi.

Questo momento di riflessione – con i tempi, i luoghi e le modalità che stabiliremo insieme – dovrà basarsi sull’ascolto reciproco, l’espressione di emozioni e di sentimenti, la riflessione, l’organizzazione delle connessioni trasversali interne ed esterne, in un apprendimento cooperativo continuo.

Una cosa è certa, il momento di riflessione non dovrà rallentare il nostro ruolo di sentinelle della democrazia, perchè nessun altro, in questo momento, può rappresentare meglio questa funzione di controllo dell’operato delle nostre istituzioni. Intendendo con “noi” i vi@la collegati con tutti i soggetti, le associazioni, i gruppi organizzati che condividano le nostre preoccupazioni.
Non possiamo essere così ingenui per non afferrare che l’attenzione avuta dai partiti – soprattutto con la manifestazione di P.zza del Popolo – è legata alla vicinanza elettorale. Ma l’obiettivo è comunque raggiunto: una agenda politica scandita dalle esigenze di noi cittadini, che siamo sì stufi di tutto quello che sta accadendo. Per questo dal
Basta!vogliamo passare all”Ancora!: ancora politica con la P maiuscola che si occupi dei problemi concreti del Paese e non delle vicende dell’uomo al potere, ancora più forte un impegno dei nostri parlamentari per risolvere l’anomalia italiana, ancora una assunzione di responsabilità di noi cittadini per utilizzare fino in fondo gli strumenti democratici che abbiamo in mano – la mobilitazione, il controllo e la scelta – perchè come ci ha scritto Saramago nella suo saluto del 5 dicembre: “Per fare questo non sono necessarie armi, bastano i voti.

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