Avete notato che uno degli aspetti più eclatanti del berlusconismo è che si propone sempre con iniziative poco democratiche?
Non solo sulle questioni giustizia o immigrati, dove è più facile intervenire con atti autoritari e poco liberali, ma anche quando affrontano tematiche dove la liberalizzazione dovrebbe essere uno dei loro cavalli di battaglia, i berluscones riescono sempre a tirare fuori dal cilindro normative e proposte centraliste e sotto il controllo dei potentati economici o politici.
E’ sicuramente il caso del paventato ritorno all’energia nucleare.
Un tecnologia costosa, pericolosa, dai tempi di realizzazione lunga e che non risolve il problema dell’esaurimento delle fonti. Senza parlare dello smaltimento: ogni anno noi italiani paghiamo nelle le nostre bollette della luce ben 400 milioni di euro per lo smaltimento delle scorie nucleari relative alle centrali dismesse dopo il 1987.
Pericolosa perché nessuno può garantire la sicurezza al 100% di una centrale. Ma sapete quanto costa realizzare una centrale nucleare? Dieci volte di più di una centrale tradizionale e servono dai 10 ai 12 anni per la costruzione.
Un altro dato fondamentale da prendere in considerazione è che le riserve di uranio – secondo studi attendibili – in trent’anni si esauriranno.
Del resto l’idea di tornare a costruire centrali nucleari ignora completamente quanto deciso dai cittadini italiani. Nel 1987, infatti, 20 milioni di loro chiamati ad esprimersi da un referendum dissero con chiarezza no al nucleare.
E del resto il governo ha legiferato in materia senza interrogare gli enti locali né tantomeno affrontando un dibattito pubblico e trasparente.
Tutto qui? No, perché il problema più interessante per noi è che mentre l’energia nucleare è centralizzata ed in mano a potentati economici le rinnovabili offrono una valida alternativa molto più democratica. Volete mettere – per citare Rifkin – “una grande rete mondiale di produzione e distribuzione dell’energia, come Internet”?
Si perché con l’energia solare questo è possibile. Ogni casa, ogni ufficio produce la sua energia, la quota in eccesso la immagazzina – grazie all’idrogeno – e si crea una rete peer to peer per gestire i quantitativi in surplus.
E’ lo spirito dell’intelligenza collettiva portato sul campo energetico.
Una rete democratica, molecolare, senza padroni, che si autorganizza e si connette senza intermediari di sorta.
Per questo credo che la questione nucleare sia di grande interesse per tutto il Popolo Viola ,anche in previsione delle battaglie referendarie contro le decisioni di Berlusconi di costruire nuove centrali in Italia. Ne vogliamo parlare?
Gianfranco Mascia
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Un commento scritto così, per non far soffrire di solitudine il blogmaster