Dopo la magnifica manifestazione di sabato sono arrivati tantissimi complimenti a tutte/i coloro che hanno lavorato alla buona riuscita.
Piuttosto che soffermarmi su questi, come mio solito, vorrei dare le mie prime risposte alle voci critiche
Ecco allora le mie dieci risposte al No Berlusconi Day:
1) chi sono esattamente i vostri componenti?
I componenti di chi e di cosa? I componenti del “popolo viola” siamo tutti coloro che si sono occupati di questa mobilitazione (anche voi del resto). Nessuno pensa di potersi intestare un manifestazione come questa. Una manifestazione autoconvocata ed autorganizzata. Ci sono i “promotori” (i primi che si sono presi la briga di aprire il gruppo su Facebook, tra i quali San Precario, Franca Corradini, Giuseppe Grisorio e Franz Mannino) e gli “organizzatori” (NDB di tutta Italia, delle associazioni Liberacittadinanza e BoBi Boicotta il Biscione e di quanti hanno messo a disposizione gratuitamente il loro tempo)
2)in base a quali criteri e titoli sono stati selezionati?
In base alle loro disponibilità ed alle loro competenze. Quelli che per primi si sono messi a disposizione ed hanno cominciato a “pedalare” in riferimento alle loro competenze ed al tempo libero che avevano. Il tutto sempre in stretto contatto ed accordo tra loro, i primi promotori e – quando possibile – con gli utenti del Gruppo Facebook e del blog www.noberlusconiday.org. Il tutto è partito da una riunione convocata (e pubblicizzata sul Gruppo Facebook in quanto aperta a tutti) al cinema Detour di Roma. Lì è nato il gruppo che ha tentato (bene, mi pare) di trasformare il flusso digitale in analogico. In più ci sono tutti i gruppi locali che si sono mobilitati per organizzare i pullman, fare i banchetti informativi, mantenere il contatto con chi organizzava, aiutare al servizio di accoglienza nel corteo e nella piazza, inventarsi le loro modalità di partecipazione.
3) che cosa significa per voi: “manifestazione della rete” ?
Manifestazione della rete non dice niente. Manifestazione “autoconvocata” ed “autorganizzata” dalla rete dice molto di più. Vuol dire che l’iniziativa è partita da una pagina su Facebook che alcuni blogger hanno promosso. Spesso capita che queste pagine si fermino lì. Oppure vedano la creazione di eventi che hanno “tot” aderenti che poi – all’atto pratico – si trasformano in 1/10 (quando va bene) dei “tot” presenti fisicamente.
Questa volta abbiamo ribaltato i numeri. E’ venuta molta più gente reale di quella virtuale. “Autorganizzata” perchè le persone si sono trovate in maniera spontanea ed – in base alle proprie competenze – hanno preso in mano un pezzettino della manifestazione. Pare che il risultato (con tutti gli errori del caso) sia stato brillante, no?
4) è possibile vedere i verbali delle vostre riunioni?
I verbali delle riunioni (salvo nella fase iniziale http://www.facebook.com/search/?q=popolo+viola&init=quick#/notes/franca-corradini/ecco-la-task-force-incaricata-di-inondare-di-viola-la-ragnatela/180659676719) sono rimasti nei fondi di bicchiere dei bar dove ci siamo riuniti. Non pensavamo di essere una struttura burocratica, abbiamo privilegiato dei breifing “alcolici”. Del resto per mettere in piedi una iniziativa talmente folle, un poco il tasso alcolico bisognava sollecitarlo
.
Ma perchè non provate anche voi a rilassarvi, ponendo le domande in modo meno aggressivo? Persino Repubblica con Berlusconi ha posto 10 domande meno livorose.
5) si può avere visione dei vostri conti visto che avete richiesto un contributo economico alla gente; intendete comunque renderli pubblici in futuro?
Qui bisogna chiarire e ripetere quanto detto in conferenza stampa: noi non abbiamo chiesto soldi ai partiti. I partiti che hanno aderito fin dall’inizio alla manifestazione si sono presi un pezzo della logistica. L’IDV il palco (solo il palco, non tutta l’organizzazione della piazza), Rifondazione e Comunisti Italiani il contributo ai pullman ed ai biglietti dei treni. Ma anche qui bisogna chiarire che dei 700 pullman arrivati circa 200/220 hanno avuto il contributo, gli altri 400/500 sono stati pagati interamente dai partecipanti.
Ad un certo punto ci siamo resi conto che c’erano spese ancora non coperte. Ad esempio le ambulanze in P.zza San Giovanni, i servizi igienici a P.zza della Repubblica e P.zza San Giovanni, l’allestimento grafico del palco, le sale delle conferenze stampa, alcuni rimborsi taxi e viaggio, etc, etc… Allora abbiamo aperto una sottoscizione su Paypal e su PostePay. Sono arrivati poco più di 10.000 euro. Stiamo ancora pagando i conti. Appena riusciremo ad avere un bilancio lo pubblicheremo sui siti e sulla pagina Facebook, con le entrate e le uscite relative.
6) con che criterio sono stati organizzati gli interventi sul palco?
Cinque tematiche che rappresentassero il berlusconismo. Nessun esponente di partito sul palco. Mix tra personalità della società civile più conosciute e meno conosciute. Gruppi musicali ed artisti per sollazzare il pubblico. Le tematiche: Legalità e giustizia, informazione, ambiente, scuola, precariato. Abbiamo mandato inviti a tante persone, ci hanno risposto coloro che sono saliti sul palco in video o di persona. Stretto contatto con i promotori per condividere le scelte. Visti i tempi rapidissimi (le persone hanno necessità di essere avvertite quanto prima e noi abbiamo scelto i reltori in 20 giorni) pensiamo siano state le scelte migliori.
7) perché vi siete arrogati il processo propositivo e decisonale escludendo la rete?
E’ vero che c’è stato un problema di interscambio di informazioni con una “parte” della rete. Questa è la criticità maggiore di questa iniziativa. Il motivo è da ricercare nei tempi strettissimi, nella mancanza di strumenti adeguati e nel non voler “bruciare” i nomi. Vista l’attenzione dei media (soprattutto gli ultimi 10 giorni) non potevamo permetterci di mettere in rete un nome che doveva ancora dare una risposta. E’ capitato con Alex Zanotelli, che non ha aderito e non ha partecipato ma il cui nome è circolato portandogli serie difficoltà. Abbiamo perciò cercato di fare scelte condivise con molti gruppi locali, ma non con tutti. Le prossime volte sarà bene far circolare maggiormante le informazioni e – soprattutto – avere più tempo a disposizione per organizzare le iniziative. Le modalità per “gruppi di lavoro” stile social forum potrebbero essere ancora valide.
8 ) perché avete blindato il comitato organizzativo invece di renderlo ampliamente partecipato?
Dopo la riunione al cinema Detour si sono accertate le disponibilità. La caratteristica principale che si chiede a chi organizza un evento simile in così poco tempo è la necessità di mettersi al servizio, fidandosi degli altri e la esigenza di prendere decisioni all’unanimità. Il gruppo che si è formato all’inizio aveva queste caratteristiche. Ciascuno si relazionava con una parte della Rete. Forse non siamo riusciti a relazionarci con tutti. Ma era necessario portare avanti delle cose concrete, cercando di applicare le esigenze che la rete sentiva come prioritarie: non una manifestazione di partito, il colore viola come tema comune, la parola d’ordine della manifestazione (Berlusconi dimettiti) come punto fondamentale ed irrinunciabile. Il comitato non si è blindato, tanto è vero che il 5 dicembre altre persone – che non hanno partecipato alla fase iniziale – si sono prese un pezzo dell’organizzazione in mano. Il comitato ha sempre accettato di buon grado le persone che si sono presentate dicendo “ho queste competenze, vorrei fare questo”. Il comitato non ha fatto come normalmente si fa nelle organizzazioni politiche (e non solo) stabilendo ruoli in base alla appartenze o agli “equilibri”. Avevamo necessità di persone competenti nel “fare” le cose. Per fortuna si sono presentate. Sembra che ciò abbia funzionato, no? Se stiamo ancora qui a parlarne vuol dire che il comitato ha svolto egregiamente il suo compito, no?
9) quale è esattamente la forma e l’entità della partecipazione dei partiti?
I partiti, come precisato sopra, hanno preso in mano alcune parti logistiche ma non hanno mai “interferito” nelle scelte organizzative e contenutistiche. Tutte le decisioni sono state prese senza la loro ingerenza. Persino la scelta del cambio della piazza (sulla quale l’IDV avrebbe potuto dire la sua visto l’aumento delle spese per il palco più grande) si è vista imporre il cambiamento. Nella piazza hanno potuto partecipare tutti i partiti che ne hanno fatto richiesta, senza pregiudiziali.
L’ultima ai media, che in qualche modo hanno contribuito dando visibilità all’iniziativa:
10) perché avete preferito fare marketing invece che informazione?
Questo è un segno dei tempi che viviamo in Italia. Alcuni giornali però hanno capito fin dall’inizio la portata dell’evento e ci hanno dato lo spazio giusto. Onore al merito a loro ed anche a Rai News 24, Sky Tg 24, Radipopolare, YouDem (ed alla rete pubblica danese) che hanno permesso la diretta dell’evento. E’ convenuto anche a loro, visto che hanno triplicato gli ascolti.
Che dire poi della campagna di comunicazione che abbiamo pensato per passare dal virtuale al reale? Le iniziative delle viol@zioni hanno certo agevolato il fatto che alcuni medi pigri parlassero dell’evento. In queste azioni abbiamo sempre legato i contenuti alle modalità, mai sono state semplici operazioni di “marketing”.
Comunque la cosa chiara è che il “popolo viola” non appartiene a nessuno. E sarà sempre ricordato così. I nostri nomi passeranno, il ricordo del 5 dicembre invece rimarrà sempre nella memoria collettiva come il primo atto della rivoluzione viola. Certo, dovremo fare le cose in maniera ancora più amplia e condivisa. Ma quello che rimane (anche in termini – come lo chiamate voi – di marketing politico) è una risorsa che deve essere messa a disposizione di tutti i comitati che si battono per vertenze territoriali o tematiche.
Una risorsa della quale farete parte anche voi del www.berlusconisidimetta.org
Ad esempio il 19 dicembre ci sarà la grande manifestazione No Ponte. Sarebbe bellissimo che fosse invasa dal viola.
L’onda viola non è di nessuno e comparirà e scomparirà quando meno ce lo aspettiamo. Ma – statene certi – è un’onda lunga.
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e io sono orgoglioso di poter dire che c’ero. un dovere civile, per un’italia migliore, soprattutto se dovessi in futuro avere figli. ora non me ne verrebbe di certo voglia.
C’ero anche io, e ne sono orgoglioso. Avrei voluto avere più tempo per dedicarmi a qualche aspetto organizzativo, ma sono felice per come sia andata e per il grande risultato partecipativo. Se anche non ha cambiato la situazione, ha cambiato gli animi.
La trasparenza di tutta l’operazione lascia molto a desiderare.
Sul sito noberlusconiday.org ci sono ancora 2 commenti miei in attesa di moderazione, pur essendo civili richieste.
Chissà, magari ce ne sono tanti altri … Chi può saperlo?
Nella pagina di facebook sono stato bannato e non sono l’unico visto che esiste un gruppo di bannati che ha ben 243 persone
http://www.facebook.com/pages/Bacheca-dei-Messaggi-o-dei-Gruppi-BANNATI-da-NO-BERLUSCONI-DAY/165282942042?ref=ss
Inoltre chi si cela dietro “San Precario”?
Io credo che se si vuole realmente combattere il Berlusconismo occorre prima di tutto evitare di usare gli stessi metodi antidemocratici e discriminatori, censurando e manipolando la rete in modo tale che chi vi accede vede solo una parte della realtà, guarda caso quella che conviene a chi è proprietario del sito.
Sinceramente non mi sembra né rivoluzionario né innovativo.
Inoltre, come mai sono sparite le scritte apartitiche come segnalato da Franco Lai?
Meglio una domanda alla volta, si chiarisce una cosa e poi si va avanti, non trovi?
Anche perché vedo altre domande “arrivare dalla Rete”, ma forse è meglio non mettere troppa carne al fuoco tutta insieme …
Grazie
Sapete da quanti anni non partecipavo ad una manifestazione dove si respirava aria pulita, libertaria, tranquilla, pacifica e unita? Una vita, una vita a vedere piazze riempite solo per dimostrare la forza di un sindacato o di un partito politico. Piazze riempite di persone che manifestavano contro un qualcosa che non li toccava ( esempio? I pensionati che oramai sono il 90% degli iscritti alla triplice. Nessuno ha mai pensato di toccare le loro pensioni ma basta la parolina magica che stanno studiando di toccare le loro pensioni e scendono in piazza). Sabato è stato diverso: c’erano persone che si erano stancate e volevano dimostrarlo. Persone che volevano sapere se esisteva un futuro diverso e se potevano esserne protagonisti.Sono arivato a Roma dopo aver organizzato uno dei tanti gruppi legati ad una città ( piccola) e ho chiesto se avevano bisogno di aiuto e così come spiegato da Gianfranco, senza pennacchi o pretese varie, mi sono ritrovato volontariamente e molto volentieri a compilare i pass di giornalisti politici e musicisti. Terminato questo compito sono andato sotto il palco a sentire gli interventi. Avreste dovuto vedere le facce delle persone delle prime file: sprizzavano gioia a sentire qualcuno che finalmente parlava la loro lingua, che arrivava al nocciolo dei problemi che tutti pensavano fossero oramai stati fagocitati dalla finta informazione berlusconiana. Ho letto le critiche, giusto farle se qualcuno ne ha da fare e ho letto le domande-insinuazioni. C’è chi ha visto nella manifestazione la regia di personaggi forti dai poteri occulti con lo scopo di destabilizzare l’Italia. E perchè no babbo Natale che voleva come colore il rosso e non il viola? Purtroppo è intrinseco del modo di pensare italiano, troppi anni di dominio straniero ci hanno ridotto così. Chi ha pagato il palco, chi c’è dietro San Precario, quale partito vi ha manovrato, sempre le stesse domande e gli stessi dubbi. Ma secondo voi, è stato un successo superiore a qualsiasi rosea previsione? E’ filato tutto liscio senza problematiche di violenza o di truffa? E allora, ci sta cambiando qualcosa che non sia la voglia di riscatto, la voglia di cambiare questo iter che prelude a un regime basato sulla comunicazione? Rilassiamoci e pensiamo che mentre noi celebravamo una giornata di festa, alcuni direttori di giornale scrivevano cose infamanti, alcune televisioni avevano eliminato la manifestazione dalle cose da dire e discutere, berlusconi faceva arrestare due pentiti allle 15 precise, la questura usava la calcolatrice per dividere per dieci e tante altri particolari contrari si palesavano all’orizzonte. Da oggi nasce un sentimento di riscatto nuovo grazie a quei blogger che hanno ideato tutto questo e io li ringrazio e ringrazio Gianfranco per tutto quello che ha fatto ma ancor di più per quello che farà
@ Sergio Arienzo
La democrazia è bella perché si possono porre domande legittime ed ottenere risposte chiare.
Quando ci si nasconde dietro tante belle parole per eludere le domande non si fa un bel servizio alla democrazia.
Quando si cerca di mettere in ridicolo chi fa le domande perché le domande sono scomode non si aiuta la democrazia, ma si usa lo stesso sistema di Berlusconi quando denuncia Repubblica per le sue domande.
Si usa esattamente la stessa logica.
Quando le domande vengono cancellate dai propri siti perché danno fastidio non si aiuta la democrazia.
E si cerca di evitare il confronto e la conoscenza dei FATTI e della REALTA’.
La sostanza rimane identica, ma si cerca soltanto di diventare più carini con un vestitino viola.
In democrazia non ci sono REGOLE diverse per i buoni e per i cattivi.
Chi rispetta la trasparenza rispetta la democrazia, chi si muove nell’ombra fa qualcosa di diverso, al di là dell’umore della gente che era presente in piazza.
Chi è San Precario?
Perché si nasconde?
O vogliamo la prossima volta un presidente del consiglio anonimo, così sarà inattaccabile?
1) chi sono esattamente i vostri componenti?
I componenti di chi e di cosa? I componenti del “popolo viola” siamo tutti coloro che si sono occupati di questa mobilitazione (anche voi del resto). Nessuno pensa di potersi intestare un manifestazione come questa. Una manifestazione autoconvocata ed autorganizzata. Ci sono i “promotori” (i primi che si sono presi la briga di aprire il gruppo su Facebook, tra i quali San Precario, Franca Corradini, Giuseppe Grisorio e Franz Mannino) e gli “organizzatori” (NDB di tutta Italia, delle associazioni Liberacittadinanza e BoBi Boicotta il Biscione e di quanti hanno messo a disposizione gratuitamente il loro tempo)
Bellissima, la risposta di Mascia… -a) Grisorio è stato cacciato; -b) San Precario non ha una faccia, un nome e un cognome, anche se molti sospettano che sia lo stesso Mascia; -c) Emanuele De Pascale non è più citato (ma non era la “prima versione” di firmatario delle richieste di autorizzazione? d) Franco Lai – di cui ho pubblicato le dichiarazioni – è stato cacciato; -e) l’associazione 5-12 è sparita; -f) Franca Corradini l’abbiamo scovata noi da almeno due settimane; -g) Pancho Pardi che fine ha fatto? – h)Di Pietro che fine ha fatto?
4) è possibile vedere i verbali delle vostre riunioni?
sono rimasti nei fondi di bicchiere dei bar dove ci siamo riuniti.
In altri termini, non ci sono
5) si può avere visione dei vostri conti visto che avete richiesto un contributo economico alla gente; intendete comunque renderli pubblici in futuro?
-a) con un giro di parole: i conti non si possono vedere; -b) Di Pietro non ha pagato il palco, si è “preso carico; RC non ha pagato per i pullmann, si è “presa carico”; -c) conti dettagliati? neanche una risposta. -d) il nome di Di Pietro che “si prende carico” salta fuori solo dopo che ne aveva accennato RaiNews24, e dopo che noi avevvamo raccontato, seppure in forma anonima, il raccontino degli elettricisti, e dopo molte reticenze…
6) con che criterio sono stati organizzati gli interventi sul palco?
Nessun esponente di partito sul palco. -a) Franca Rame cos’è, una soubrette? -b) Basilio Rizzo a Milano cos’è, una pianta aromatica?
7) perché vi siete arrogati il processo propositivo e decisonale escludendo la rete?
-a) nessuna risposta decente;
8 ) perché avete blindato il comitato organizzativo invece di renderlo ampliamente partecipato?
Nessuna risposta che abbia una logica
9) quale è esattamente la forma e l’entità della partecipazione dei partiti?
I partiti, come precisato sopra, hanno preso in mano alcune parti logistiche … “In altri termini, siamo di nuovo, senza far cifre, a Di Pietro e RC che “hanno “preso in mano
Ma alcune delle domande3 che Mascia si è fatto (dandosi peraltro risposte lacunose) noi non le abbiamo poste, e a domande precise da noi poste, Mascia o non ha risposto, o ha “svicolato”. Allora le ripeto, a Mascia:
-a) Chi è San Precario?
-b) Perchè è stato cacciato Grisorio?
-c) perchè è stato cacciato Lai?
-d) perchè è sparito quello che sembrava il factotum, cioè Emanuele De Pascale?
-e) Perchè non pubblicate i conti?
-f) perchè non pubblicate le scansioni di chi ha firmato le richieste di autorizzazione?
-g)è possibile vedere le fatture di palco, impianto elettrico, impianto acustico?
h) perchè Grillo fino al 13 novembre c’era, e poi è sparito?
-i) perchè qualsiasi dissenziente ha visto bannati i suoi commenti dul sito ufficiale della manifestazione?
-l) che fine ha fatto l’associazione 5-12?
-m) chi è il legale rappresentante dell’associazione 5-12?
http://iltafano.typepad.com/il_tafano/2009/12/29-ottobre-2009——–laltra-faccia-del-no-berlusconi-day——–questa-mattina-apprendiamo-da-facebook-che-tra-gli-organ.html
8 ) perché avete blindato il comitato organizzativo invece di renderlo ampliamente partecipato?
Dopo la riunione al cinema Detour si sono accertate le disponibilità. La caratteristica principale che si chiede a chi organizza un evento simile in così poco tempo è la necessità di mettersi al servizio, fidandosi degli altri e la esigenza di prendere decisioni all’unanimità.
questa fa abbastanza ridere: (tanto per dirne una) http://www.facebook.com/note.php?note_id=160412104606&id=761065337&ref=mf
Ps: il cercare di sviare dalle domande più funzionare con la stampa tradizionale, non con il popolo della rete…
A cosa ha portato questa manifestazione? I fini quali erano? Sono stati calcolati i possibili risultati? A cosa serve una manifestazione per cacciare Berlusconi se poi il comportamento e i modus operandi sono gli stessi che si contestano (sia da parte degli organizzatori che da parte dei partecipanti, anzi da parte di tutti i cittadini, uno per uno nessuno escluso)?
Sono l’autore delle 10 domande, nonchè uno degli amministratori del coordinamento iniziative FB e di gruppi tipo mobilitazione nazionale.
All’inizio abbiamo provato a dare un nostro contributo ed abbiamo pure fatto un sito per raccogliere i contributi della rete(in realtà esisteva già da Maggio): http://www.berlusocnisidimetta.org
Siamo stati definiti dei provocatori e ci è stata chiusa la porta in faccia. Poi sento storie tipo: c’era poco tempo. Poi leggo “Gianfranco Mascia, un piccolo artigiano della politica e del web che crede alla democrazia partecipata e che vede nella Rete un futuro intelligente”. Vai sul sito a cercare di capire cosa è la democrazia e come può essere realizzata in rete. Le chiacchiere non servono a niente. Vergogna!
errata corrdge: http://www.berlusconisidimetta.org
Carissimo Gianfranco,
avendoti conosciuto ed avendo visto che ti sei trovato strozzato in una situazione a dir poco grottesca, dove tutto, di ora in ora, sembrava una scelta di Sophie, non posso esimermi dall’esprimere la mia comprensione.
Ciò nonostante, amo le cose autentiche e, come tu ben sai, vivo in un mondo che lo è molto poco.
Io non credo che con i pupazzetti viola l’Italia possa andare molto lontano.
Qui di seguito ti copioincollo la risposta che ho dato a Federico Mello, del Fatto Quotidiano, sul suo blog.
@Mello
Non so cosa le abbia fatto pensare che ci sia un problema
di regolamento di conti all’interno della rete. Un’idea alquanto fantasiosa e bizzarra.
La rete, almeno per il momento, è ancora libera e plurale. Gli internauti fanno, leggono, dicono, discutono e concludono quello che vogliono, compreso il suo San Precario.
Il problema che io ho sollevato è con i media, che si rivolgono ad un popolo che non viaggia in rete, che vota Pdl, Lega, Udc e Pd e che non ha la possibilità di attingere tutte le voci e di verificare quanto in tv e sui giornali della rete si racconta.
Per questo ho scritto a lei, altrimenti avrei scritto a San Precario.
Quanto segue, avrebbe potuto riscontrarlo lei stessa in rete e su fb, come continuo a pensare abbia fatto, e che riporto qui ad abundantiam, richiamando la sua attenzione sulle mie considerazioni finali.
1. L’idea di una manifestazione nazionale per chiedere le dimissioni di Berlusconi era caldeggiata da molto e da molti in rete. Tra i primi il gruppo fb ‘Mobilitazione Nazionale per chiedere le dimissioni di Berlusconi’, creato all’indomani della sentenza Mills (dispositivo), gruppo che è quanto di più lontano si possa immaginare dal berlusconiano San Precario.
E’ seguita la costituzione del Coordinamento dei gruppi fb antiberlusconiani.
All’indomani della pubblicazione delle motivazioni della stessa sentenza, il Coordinamento ha lanciato una petizione on-line, con lo stesso oggetto, oscurata dai media.
2. Le autorizzazioni per il 5 dicembre sono state chieste ed ottenute da Emanuele De Pascale, membro del nostro coordinamento, che ha agito di sua iniziativa in piena autonomia, anche da noi, e non dal suo fantomatico San Precario.
3. Il suo amico unto del Signore, al contrario, ha creato non pochi problemi alla realizzazione dell’evento, che non poteva prescindere dal supporto logistico e finanziario dei partiti, in mancanza dei quali la manifestazione non si sarebbe fatta, e che fortunatamente avevano aderito sin dall’inizio, con i quali, specie Idv, a tutt’oggi, non si capisce questo San precario che rapporti avesse ed abbia.
Sta di fatto che dalla sua pagina fan si continuavano, a mio avviso gratuitamente, data la dichiarata disponibilità sia di Di Pietro che di Ferrero a rispettare la società civile e a rimanere sotto il palco, a nascondere modalità e misura della partecipazione dei partiti che avevano aderito, mentendo a chiunque capitasse su quella pagina e facendo credere che esistesse un’efficiente ed autonoma organizzazione della rete, come d’altra parte ha inspiegabilmente fatto anche lei sul Fatto Quotidiano. Le poche persone che San Precario è riuscito a portare a sé hanno costituito un forte ostacolo alla libera e trasparente partecipazione ed alla effettiva costruzione dell’evento, soprattutto perché non avevano la più pallida idea di come si organizzasse una manifestazione, non sembravano porsi neppure il problema e non erano neppure in grado di spiegare perché si chiedessero le dimissioni di Berlusconi, come abbiamo potuto vedere dai loro interventi nelle molteplici trasmissioni che li hanno ospitati proprio per lanciare il No b Day.
(Personalmente, non credo sia stato un caso che li abbiano fatti apparire, lasciandoli parlare il meno possibile)
4. La situazione di stallo si è protratta sino al 7 novembre, data in cui si è svolta una sedicente riunione indetta da tale Franca Corradini, emissario dell’incorporeo San Precario. Chiunque sia stato presente a quel delirante incontro può testimoniare che da esso è emerso che non esisteva nessun comitato organizzativo, semmai si trattava di crearlo, ma a poche settimane dall’evento, anche volendo, non c’era più tempo, né modo.
5. E’ a quel punto che sono definitivamente ed attivamente subentrati i partiti, provvedendo, nell’ordine, a:
a) trasferire le autorizzazioni, da Emanuele De Pascale in capo alla associazione Liberacittadinanza (che annovera tra i suoi membri il senatore Idv Pancho Pardi) e ai comitati Bo.Bi. di Gianfranco Mascia, vicino a Liberacittadinanza. A latere, si è messa pure, così ho sentito con le mie orecchie e salvo smentite, una persona giuridica, appositamente costituita da tre persone (Alessandro Toffu, Ginevra Tosoni e Daniel Perugia, questi i nomi fatti, due di loro li ho personalmente conosciuti) col nome di 5/12 per creare una parvenza di soggettività della rete o vattelappesca di cosa.
b) attivare la macchina dei partiti per organizzare piazza, corteo, servizio d’ordine, trasporti, palco e campagna mediatica di lancio dell’iniziativa, fino a quel momento ignota praticamente a tutti gli italiani.
c) provvedere alla copertura dei costi. Mi risulta che Idv abbia dato il contributo fondamentale.
d) organizzare un comitato, da presentare pubblicamente come quello organizzativo della rete, affidato in pratica a Gabriella Magnano (Liberacittadinanza) e Gianfranco Mascia che hanno reclutato pochi altri soggetti da loro selezionati, per partecipare al tavolo di lavoro con i partiti, dichiarando le riunioni ‘politiche e segrete’ e respingendo chiunque osasse ingerire.
A questo aggiungo che, allo stato, sono circa 12 milioni gli utenti fb. Di questi, sono solo tra i 300 e i 500 mila quelli politicamente ‘sensibili’ e antiberlusconiani e sono sempre gli stessi che si iscrivono a tutti i gruppi che per qualunque ragione siano antiberlusconiani, pochissimi tra l’altro sono attivi e scrivono sulle pagine. Chiunque conosca facebook sa bene che quando un antiberlusconiano incontra una pagina che dice Berlusconi no, fa click. Questo per dire che il suo tentativo, a mio avviso un po’ maldestro, di accreditare San Precario in ragione del numero di click, personalmente lo trovo goffamente offensivo della materia grigia, che continuo a preferire a quella viola.
Insomma, qui la rete non c’entra niente.
Qui ci sono dei soggetti, la cui identità continua ad essere oscura, che hanno messo in piedi un’operazione di marketing, che i media hanno preso nella sua inconsistenza e l’hanno rivenduta al pubblico televisivo, ignaro delle dinamiche della rete e di fb, e che si concede generosa ad ogni tipo di strumentalizzazione.
Qui c’è un partito, come Idv, che cavalca un movimento che sa bene che non esiste e se lo rivende, senza pudore, in televisione, per acquisire forse consensi nel pecorame italiano e forza contrattuale con Pd e Udc in vista delle prossime regionali..
Ma ci sono anche gli altri e sappiamo che sono anche peggio, assecondarli, non credo sia una buona idea.
Questo è un cane che si morde la coda.
Il fumo viola nasconde l’assenza di progettualità e contenuti, di programmi e idee, ma soprattutto di persone.
Ce n’è già talmente tanto di fumo in questo Paese, che bisogno c’era anche di questo?
Ci serve l’arrosto, non il fumo, il popolo è affamato.
Lei Mello sa bene, almeno spero, che non esiste nessun popolo viola.
Chi era in piazza il 5 dicembre ha visto una distesa di bandiere rosse, che prevalevano nettamente anche su quelle bianche.
Di viola c’era solo lo striscione iniziale, messo ad arte, corredato di quattro palloncini e due bandiere.
Di Pietro ha messo i soldi, la Federazione di Sinistra ha messo la piazza.
Per il resto, da quello che ho sentito e visto lungo il corteo, erano tutti cittadini che dalla tv avevano sentito che l’Italia scendeva in piazza contro Berlusconi.
Dal palco, non una parola sul gruppo dirigente del Pd e sul sistema di potere, quotidianamente contestato in rete e di cui Berlusconi è solo una parte. Persino le ragioni della esplicita richiesta di dimissioni di Berlusconi sono rimaste generiche, senza mai affondare (ad eccezione dell’intervento di Salvatore Borsellino) sulla indecenza di un piduista a Palazzo Chigi, peraltro neppure per finzione candidabile, in quanto titolare, prima direttamente e poi indirettamente, di frequenze televisive, peraltro ottenute in virtù di provvedimenti indegni di uno Stato di diritto. In compenso, dal palco si è continuamente parlato di un misterioso popolo viola che, forse un pò timido, ha preferito rimanere spiaccicato sulla pagina fan di San Precario. Sta di fatto che c’era un che di imbarazzante e di curioso nel vedere sul palco, in chiusura di manifestazione, uno sparuto gruppetto di persone vestite di viola che inneggiavano convinte ad un’onda viola di pura fantasia, davanti ad un’estesa platea di bandiere bianche e rosse.
Conoscendo il nostro Paese, non ci stupiremmo se nei prossimi giorni o mesi gli italiani dovessero scoprirsi improvvisamente tutti o quasi viola, le mode qui cambiano in continuazione, quello che non cambia mai è il maledetto Gattopardo.
Ps: il popolo viola è finto, ma quella piazza era vera, come lo è il berlusconismo. In uno Stato di diritto, il fine non giustifica i mezzi, perché in uno Stato di diritto i mezzi sono il fine.
La manifestazione del 5 dicembre è stata un’iniziativa che ha fatto storia nonostante il tentativo di sminuirla (90000) agli occhi di chi non ha piu’ il cervello per pensare. Tutti i caagnolini scondinzolanti del sistema b&co hanno avuto un bel da fare nel denigrare la grande riuscita della manifestazion anche se purtroppo con il potere mediatico in loro possesso qualche allocco hanno saputo convincere.
@ luisa 51
Scusa, ti faccio notare che NESSUNO ha fatto domande o questioni sul numero di partecipanti.
Se il tuo commento va inteso come risposta alle molteplici domande le note sul cervello forse è meglio evitarle.
Mi sa che ci vede bene Leandro
http://iltafano.typepad.com/il_tafano/2009/12/caro-gianfranco-lettera-aperta-a-gianfranco-mascia.html?cid=6a00d83451654569e201287641524c970c#comment-6a00d83451654569e201287641524c970c
cagnolini scodinzolanti? potere mediatico?
che pena …
Sembra solo a me ma non vedo un contraddittorio? Sono più democratici su Porta a Porta…
A me, come ho scritto in tempi non sospetti, e come ripeto dal primo Vaffa-Day di Grillo del settembre 2007, piace confrontare, per ogni azione, i buoni propositi cogli obiettivi.
Quali erano gli obiettivi del Vaffa-Day n° Uno? L’approvazione di una legge di iniziativa popolare, o da vendita di qualche DVD della manifestazione agli adoratores? perchè il secondo obiettivo è stato ottenuto, l’obiettivo dichiarato, no.
Idem per il 25 aprile 2008. Referendum: firma raccolte in periodi sbagliati.
Idem per Piazza Navona, Settembre 2008: nelle classifiche per la libertà d’informazione l’Italia ha perso altre dieci posizioni (ormai ce la battiamo, intorno al 70mo posto, con lo Botswana, al tgUno c’è Mingiolini, Ruffini è stato cacciato da RaiTre.
Qual’era l’obiettivo del 5-12? Cacciare Berlusconi o ascoltare quattro canzonette di Vecchioni? perchè se l’obiettivo era il primo, è stato mancato alla grande.
Nelle aziende serie di ogni obiettivo si dicono prima costi, copertura, obiettivi. Si chiama “planning by objectives”, e chi sbaglia raccoglie le sue scartoffie in una scatola di cartone, e sparisce in otto ore.
E quelle che hai dato ti sembrano risposte serie?
Minchia!! Sapevo sin dal primo giorno che il No B Day era una pagliacciata. Ma a leggere quel che c’era dietro c’è da rabbrividire. Il futuro del popolo viola? E’ gia passato. Altra penosa esperienza durata l’espace d’un matin.
anche se il pèopolo viola passa subito come tu dici
ci siamo noi cittadini e siamo anche molto incazzati
passera il colore ma la gente incazzata resta
Il futuro del popolo viola? come diceva quel tale… “hanno un grande avvenire alle loro spalle”.
Dopo la minchiata del primo vaffa-day di grillo, per settimane se ne è parlato in tutti i talk-shows televisivi. Del 5 dicembre, già il 7 non parlava più nessuno.
Vi comunico che da oggi sono l’ “imperatore della rete”, quindi la mia parola è la parola dei milioni di utenti di Internet. Vi prego di usare la dovuta deferenza quando vi rivolgete alla mia persona. Sono disponibile, previo appuntamento, a rilasciare comunicati ed interviste.
Da oggi partirà una raccolta fondi per le piccole spese su Paypal, vi prego di essere generosi.
A proposito la rete oggi è un pò indisposta, penso per via dell’ondata di gelo che arriva dalla Siberia.
Andate in pace
P.S. Da ora in poi nessuna iniziativa in nome della rete sarà valida senza la mia esplicita approvazione. La pena per “l’approvazione indebita” va dai 2 ai 3 anni senza Internet, in base alla gravità del fatto.
Ma di che ti lamenti, avresti saputo fare di meglio? E’ stato un momento magico che ci ha visti uniti condividere lo stesso sogno. Peccato voler a tutti icosti cercare la nota stonata in un superbo concerto.
non sapremo mai se avremo potuto far meglio perchè a questo giro i politicanti come Mascia (che ora tace) ce lo hann impedito … ma è bene che si sappia che i semplici cittadini senza velleità politiche non si arrenderanno e non soccomberanno sotto un imperatore, sia che si chiami Berlusconi sia che scimmiotti il suo modo d’agire facendo credere di essere diverso. Blea, è quasi più vomitevole del modo di fare del nano originale
@Giorgio Mancuso
Non gestisco io direttamente il sito http://www.noberlusconiday.org. Non conosco direttamente questi problemi, ma ne ho sentito parlare ed ho esposto il mio dissenso. Ora il sito http://www.ilpopoloviola.it è direttamente sotto la mia responsabilità e ti assicuro che lì non capiteranno episodi di censura se non rispetto alle comun i regole di netiquette. (come puoi vedere anche in questo blog).
Della pagina Facebook alla quale ti riferisci io – per ora – non sono amministratore.
Le mie modalità in rete sono state sempre non censorie, guarda ad esempio la pagina Salva i Blog (http://www.facebook.com/pages/manage/?act=37229956#/salvaiblog) della quale ne sono amministratore: ne è una chiara dimostrazione.
Neanche io conosco la vera identità di San Precario. Diciamo che è una maschera (forse collettiva) che ha gestito finora le pagine della manifestazione e del Popolo Viola. Da adesso in poi ha passato la mano: (http://www.facebook.com/note.php?note_id=198233883243&1&index=0)
Anche io credo che le modalità operative siano tutto. Niente censura ne bannaggi. Del resto – in rete – censurare è inutile perchè ciò che è bannato o censurato lo si può subito ritrovare in un altro nodo.
San Precario è una maschera. E’ la VOSTRA maschera. Amico, non esistono, in natura, maschere collettive. Un account, una persona dietro. O no? e in tal caso mi spiegheresti come funziona?
@ Gianfranco Mascia
Vedo che OGGI i miei 2 commenti sul sito noberlusconiday.org sono visibili a tutti.
La possibilità che essi vengano visti da qualcuno è ormai molto remota, pertanto la politica della censura è stata comunque quella generale dell’organizzazione che tu hai condiviso, anche se ovviamente non penso che tu sia al corrente di ogni ingranaggio, ma condividerne la politica e il fatto che ci siano anche oltre 200 bannati dalla pagina di facebook non penso sia una cosa che tu ignori.
Semplicemente non ci credo e ti ritengo COMPLICE.
Il tuo nome, la tua faccia, te le giochi insieme a loro e non puoi venire a raccontare che in quelle occasioni non c’eri e se c’eri dormivi.
Questa si chiama OMERTA’.
Caratteristica di certe organizzazioni che ho sulla punta della lingua … Bè, mi verrà in mente un’altra volta.
Sul sito ilpopoloviola.it, considerando l’esperienza passata, non ho intenzione di iscrivermi e pertanto non andrò a verificare quanto affermi. Idem salva i blog
Quanto a San Precario:
o tu affermi il falso dicendo di non sapere chi sia San Precario oppure come fai a sapere che è una maschera collettiva ?
E come fa San Precario ad affermare.”Le persone cui ho affidato la gestione delle pagine sono quelle di cui più mi fido ” ? Se neanche le conosce?
Sinceramente non sta in piedi.
Poi tu scrivi:
“Anche io credo che le modalità operative siano tutto. Niente censura né bannaggi. ”
Non credi che celare l’identità del PRINCIPALE ORGANIZZATORE sia già un atto di ENORME CENSURA?
Ancora: chi si cela dietro all’anonimato o ha qualcosa da nascondere o ha dei motivi di sicurezza.
Quale dei due? Perché gli altri sono esposti e lui no?
Allora resta l’altra: qualcosa da nascondere.
Come puoi tu accettare di collaborare con ignoti? Non ti sembra un controsenso?
Ti ripeto QUESTA DOMANDA:
O vogliamo la prossima volta un presidente del consiglio anonimo, così sarà inattaccabile?
Infine, perdona la lunghezza, ma un’altra frase di San Precario nella lettera che hai citato è MOLTO PREOCCUPANTE:
“Da oltre due mesi, personaggi di ogni tipo hanno operato sistematicamente per dividere il nostro popolo e l’hanno fatto ricorrendo principalmente -e strumentalmente- al tema del mio anonimato. Che poi il mio anonimato abbia prodotto una bella manifestazione e, probabilmente, anche una nuova coscienza collettiva, per questi signori vale poco. Il loro scopo principale consiste, infatti, nel distruggere ciò che faticosamente stiamo provando a creare. Il loro mandante è, direttamente o indirettamente, Berlusconi.”
“non sono più disponibile ad offrire passatempo ai fancazzisti, alibi ai codardi, strumenti ai berlusconiani o ai complottisti”
Intanto perché è necessario l’anonimato per far riuscire una manifestazione?
Io mi sono avvicinato a cercare di capire cosa succede dietro le quinte del NoBday da poco, credo dal 27 novembre quando ho iniziato a trovare qualche informazione stonata in rete.
Non voglio distruggere nulla ma ho il difetto di esigere chiarezza prima di andare dietro a qualcuno. Non mi sembra accettabile affermare a sproposito che il mio mandante è Berlusconi.
Né insultarmi con “fancazzisti, codardi o berlusconiani”
Anche l’arte dell’insulto non è parente della civiltà.
E chi mi garantisce allora che il TUO mandante non sia proprio Berlusconi? E che il tuo agire non porti alla fine dei conti acqua al mulino dello stesso Berlusconi?
Chiedo scusa per la lunghezza
… e ringrazio per le risposte …
[...] Da notare che risponde alle domande di un post, (questo: http://www.gianfrancomascia.it/index.php/2009/12/09/le-mie-dieci-risposte-al-no-berlusconi-day/) [...]
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