Contro Berlusconi serve la nonviolenza

Su sollecitazione di alcuni amici e amiche della rete, ho deciso di dire la mia su questa storia del gruppo “Uccidiamo Berlusconi”.
Prendo la parola perchè, ha torto o a ragione, vengo considerato uno dei primi antiberlusconiani.
Infatti nel 1993 ho ideato e fondato i comitati BOBI Boicotta il Biscione. Che si opponevano alla “scesa in campo” di Berlusconi. Noi pensavamo che per combattere il Cavaliere Nero ed il peso del suo impero mediatico ed industriale, bisognava puntare sulle le scelte di ciascun cittadino. Guardare le tv di Berlusconi e comprare i suoi prodotti era, in qualche maniera, un aumentare il peso del suo conflitto.
Allora ideammo una mobilitazione nel solco della “nonviolenza” perchè, pensavamo ed ancora oggi lo pensiamo, che i metodi di lotta nonviolenta facciano parte della politica, ne sono una delle espressioni, e non c’è bisogno di scomodare Ghandi per sottolineare questo aspetto. Basta, più prosaicamente, guardare alle iniziative di Marco Pannella.
Ecco allora che riuscimmo a far calare l’audience di 2.800.000 spettatori in meno in occasione del primo grande sciopero dei telespettatori a Canale 5, la rete ammiraglia del gruppo Fininvest e di meno 3% di fatturato nella catena di supermercati STANDA nel 1994, allora nel portafoglio di Finivest.
La cosa diede fastidio ed io ricevetti delle minaccie. Purtroppo poi le minacce si concretizzarono il 19 febbraio 1994, quando, verso le 11 del mattino, mentre mi trovavo solo nel mio studio, due persone entrarono, mi tramortirono con un colpo alla testa, mi legarono e mi violentarono.
Racconto tutto questo perchè adesso, con la iniziativa del gruppo su Facebook “Uccidiamo Berlusconi” e le polemiche che ha scatenato, anche quella violenza – che io ho subito concretamente e che ha lasciato un segno indelebile dentro di me – rischia di passare in secondo piano o forse considerata meno assurda.
Io in tutti questi anni ho cercato di farmene una ragione ed ho attinto da quel ricordo per aumentare il mio impegno politico antiberlusconiano.
Con la violenza non si scherza. E con l’incitazione alla violenza neanche. Neanche se viene fatta giocando sull’equivoco “uccidiamolo politicamente”, perchè si da la possibilità alla controparte – che può gonfiare mediaticamente la cosa – di farne una questione politica e di dare nuova linfa alla campagna vittimistica di Berlusconi.
Io in tutti questi anni ho provato ad oppormi a Berlusconi ed al Berlusconismo, politicamente. Dopo i BOBI ci sono stati i girotondi e poi gli spettacoli organizzati contro la censura con la Guzzanti, Santoro e tutti gli altri che la stavano subendo; comunque sempre con la richiesta al centrosinistra di risolvere il problema del conflitto di interessi.
Questo lo abbiamo fatto in tanti e continueremo a farlo in futuro. Perchè quelli come me credono che la politica non sia inutile e non siamo disposti ad abdicarla. Insisteremo continuamente affinchè l’anomalia italiana venga risolta una volta per tutte e non con la violenza o auspicando la morte di qualcuno, ma cambiando le regole che hanno permesso questa situazione.
Ecco perchè invito quelli del gruppo Ammazziamo Berlusconi, a fare un passo indietro: per non permettere che la strumentalizzazione continui.
Potete farlo chiudendo autonomamente la pagina “Uccidiamo Berlusconi”, creandone una chiamata – ad esempio – “Sfiduciamo Berlusconi” ed unendovi a tutti quelli come me che in questi anni hanno combattuto contro questo regime berlusconiano.

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5 Responses to “Contro Berlusconi serve la nonviolenza”

  1. [...] Contro Berlusconi serve la nonviolenza Raga, guardate la pagina di questo blogger, racconta la sua esperienza di anti-berlusconiano… http://www.gianfrancomascia.it/index.php/2009/10/22/contro-berlusconi-serve-la-nonviolenza/ [...]

  2. [...] Contro Berlusconi serve la nonviolenza – oggi, 04:49 PM Raga, guardate la pagina di questo blogger, racconta la sua esperienza di anti-berlusconiano… http://www.gianfrancomascia.it/index.php/2009/10/22/contro-berlusconi-serve-la-nonviolenza/ [...]

  3. fabio scrive:

    caro gianfranco,
    penso che essere dalla parte della nonviolenza sia un valore. Penso anche che questo valore sia accettato, condiviso e applicato da tutti gli iscritti al gruppo “uccidiamo berlusconi”. non riesco a seguirti nella critica ad un gruppo, simile ad altre centinaia, messo in un contenitore, facebook, che è tutto tranne che fonte certa di idee. e’ un carrozzone di pensieri in libertà. oscurare questo gruppo significa limitare la libertà, ed è un caso che fra tutti i gruppi uccidiamo, solo questo verrà oscurato. forse no, forse la lunga mano di berlusconi inizia ad allungarsi sul web, posto fino ad ora sicuro e libero. scusa se mi sono dilungato, ma questa notizia, il fatto che facebook sia guardato come pericolo da ministri della repubblica, mi ha toccato.

  4. Rigitans' scrive:

    proprio pochi giorni fa una blogger mi parlò del gruppo boicotta il biscione e ci chiedevamos e fosse ancora in vita.
    devo dire che sono afrranto per quel che hai subito, il che non dà molta speranza di cambiamento, perchè bisogna essere una moltitudine di milioni di persone contro questo sistema, altrimenti individui o piccoli gruppi rischiano grosso, e lo vediamo tutti i giorni.

    che dire, aver “fede” e puntare sui propri principi, sperando che anche tanti altri ne abbiano e abbiano voglia di condividerli.

    la democrazia è lontana, speriamo non sia un miraggio.

  5. kaduve50 scrive:

    Non ho mai schiaffeggiato nessuno tranne me stesso per qualche stupidata commessa in buona fede. Caro GM ho sessant’anni ,ho vissuto il 68,79,89,99,2009 e ne ho le tasche piene della politica come mestiere.Sono stato studente di Sociologia per 10 anni e mi sono laureato con il Prof. Mario Patrono che pratica non solo la non violenza ma la scienza dell’umanità e della legalità. E’ vero, è un Radicale doc e osa candidarsi con la lista BONINO alle prossime elezioni regionali del Lazio. Ecco un modello di non violenza : dire, fare ed impegnarsi anche a livello politico perchè mister B (eam) si deve sconfiggere in primis a livello politico opponendogli uomini e donne di valore da mandare (eleggere) nelle sedi istituzionali. Il mio Prof. M. PATRONO è l’archetipo sui generis di questa specie che per fortuna ,nonostante l’età , hanno ancora il coraggio di esporsi e mettersi in gioco a livello politico e non solo. Forse ciò è dovuto alla loro vista intellettuale che vede a lungo e in largo con buon grado di predittività.Ciao apprezzo il tuo impegno passato e presente come quello di tantissimi illuminati che non hanno portato il loro cervello all’ammasso ed ancora resistono sorretti da antichi e forti valori ricevuti da uomini liberi e indipendenti.

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