Caro macho italiano (e di sinistra)

30 ragazze per il Cavaliere

30 ragazze per il Cavaliere

Stai guardando le foto sul sito del quotidiano online e intravedo la tua risatina. Sono tutte belle ragazze. Ho anche sentito la battutina che hai fatto al tuo collega: “a me ne basterebbero 3 di quelle 30”. Eccole lì: le foto delle escort presidenziali. E ti fanno gola.
Tutto questo è paradossale.
Non solo devo sopportare di vivere in un Paese dove, alla luce del sole, gli affari di Stato si intrecciano con quelli di letto. Ma devo fare i conti anche con le risatine, gli ammiccamenti e le tue battutine da vero macho italiano. Battute che celano – neanche tanto velatamente – una ammirazione per il capo del Governo del nostro Paese che rappresenta così degnamente anche la tua cultura da bar.
Sì lo so, tu non condividi le sue idee politiche. Ti definisci di sinistra. Ed hai combattuto contro il conflitto di interessi e il tentativo pidduista del centrodestra di rendere innocua la magistratura, dividere il sindacato ed ammansire la stampa.
Ma questo  mi ferisce ancor di più.

Forse non ti rendi conto che Berlusconi conta molto sul fatto che gli italiani si possano identificare con i suoi comportamenti. Per lui è importante che passi l’idea che chiunque, al suo posto, avrebbe approfittato della situazione.
Quale italiano medio di sesso maschile potrebbe rifiutare un harem a sua disposizione, e per giunta a gratis? Cosa conta se l’harem è pagato da un tizio che spera di ottenere favori in cambio? Cosa conta se invece di occuparsi degli affari di Stato il capo del Governo privilegia i suoi divertimenti personali?
Cosa conta se questa storia è il seguito della mortificazione/mercificazione del corpo femminile inaugurata e portata avanti con determinazione proprio dalle tv di Berlusconi? Cosa conta se in qualunque altro Paese – non solo occidentale – le omissioni e le bugie di fronte all’evidenza avrebbero costretto il capo del Governo alle dimissioni?
Povero me.
Cosa dirò adesso alle mie figlie, alle quali ho sempre cercato di insegnare che è meglio andare avanti a colpi di cervello e competenza, piuttosto che di rossetto e minigonne?
Devo solo sperare, per davvero, che una donna arrivi al più presto – grazie alle sue competenze – a governare questo nostro Paese. Questo è l’antidoto.
E tu – macho di sinistra – invece di ansimare  sulle foto delle escort berlusconiane, sei disposto a rimboccarti le maniche  per rimettere al centro della Politica la necessità di modificare questa visione umiliante e offensiva della donna nella cultura di massa (non solo maschile) del nostro Paese?

Votalo come post dell'anno

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6 Responses to “Caro macho italiano (e di sinistra)”

  1. John Russell scrive:

    Mi interessa sapere se la Direzione del Personale retribuiva il mio Lavoro o la mia Forza-Lavoro.
    Voi che ne pensate ?
    Il Lavoro salariato è da abolire oppure no ?
    Ringraziamenti e saluti.
    John Russell

  2. [...] Caro macho italiano (e di sinistra) Quando gli affari di Stato si intrecciano con gli affari di letto, in un clima di risatine e ammiccamenti. Leggi questo articolo: Caro macho italiano (e di sinistra) GianfrancoMascia [...]

  3. [...] Caro macho italiano (e di sinistra) – oggi, 03:11 PM Quando gli affari di Stato si intrecciano con gli affari di letto, in un clima di risatine e ammiccamenti. Leggi questo articolo: Caro macho italiano (e di sinistra) GianfrancoMascia [...]

  4. marina beccuti scrive:

    Grazie, che qualcuno pensi alla dignità delle donne.

  5. Daniela scrive:

    Ma è possibile che la Sinistra (tutta la Sinistra – non ci si può dividere e vedere chi è il più “duro e puro”) sia impegnata a guardarsi l’ombelico e non faccia sentire la voce di tante persone indignate! Ci rimane solo la Repubblica?

  6. stefano armandi scrive:

    Caro Gianfranco Mascia, voglio esprimerti tutta la mia ammirazione per il coraggio che hai dimostrato e che continui a dimostrare. Io non dimentico quello che ti hanno fatto. Vivo a Vienna da sei anni ormai e vorrei che la tua storia possa essere raccontata a tutto il mondo per far capire che quello che sta succedendo in Italia -la trasformazione di una repubblica in una dittatura attraverso la violenza, le minacce, i ricatti e le intimidazioni nell’indifferenza e nella paura della società civile- ha una storia lunga iniziata tanti anni fa.

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