Tante volte mi sono posto il problema del rapporto tra Rete e politica.
In questi anni di lavoro a fianco dei Verdi, di Sinistra e Arcobaleno e – adesso – di Sinistra e Libertà.
Senza considerare poi tutte le iniziative curate con i comitati BOBI (BOicotta il BIscione) ed i Girotondi.
Manifestazioni autoconvocate, boicottaggi, netstrike, cortei telematici, barcamp, primarie online. Esperienze portate avanti in prima persona con la collaborazione di molti compagni di strada.
Ed è stato proprio l’apporto di queste eccellenze che mi hanno convinto della necessità che la Rete – intesa come estesa intelligenza collettiva – stabilisca un rapporto organico con la politica e con chi la pratica concretamente: i partiti.
In questo momento di crisi della politica è fondamentale che si facciano passi concreti verso una collaborazione tra tutti coloro che hanno a cuore la partecipazione e la democrazia rappresentativa, fuori e dentro i partiti.
Da queste riflessioni nasce l’idea delle “65 tesi per il nuovo Suk della politica” che – traendo ispirazione dal Cluetrain Manifesto – sono a disposizione come base per un testo definitivo da elaborare insieme a quanti abbiano a cuore questo tema.
Ho utilizzato il nuovo Wiki di SlForum per consentirne l’edizione online: un lavoro collettivo di riflessioni e puntalizzazioni aperto fino ai primi di settembre. Avremo allora un testo ampiamente condiviso sul quale raccogliere adesioni.
“Di solito così non si fa” è il titolo (anche questo provvisorio) del manifesto. Perchè nelle tesi sono indicati anche tutti gli errori che di solito i partiti compiono nell’approccio alla comunicazione con la Rete.
Come sostiene Pierre Lévi, è necessario inventare un nuovo linguaggio, che consenta un dialogo proficuo tra Rete e politica. Ma questa è un’altra storia.
Intanto cominciamo a far circolare, discutere ed editare questo testo, non solo nelle piccole piazze virtuali di Sinistra e Libertà, ma dappertutto. Perchè l’argomento in questione non riguarda una singola forza e forse neanche solo la sinistra, ma più in generale tutta l’agorà.
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ottimo lavoro, bravo!
ma quando incontri le persone in carne e ossa salutale con un pizzico in più di entusiasm
Anch’io credo che i partiti saono diventati un peso, occorre trovare nuove forme di partecipazione.
Don Luigi Ciotti e Libera, Alex Zanotelli sono sulla via giusta.
L’amaca
l “piano per il Sud” proposto da Berlusconi avrà (immagino)una sua quantificazione, nel senso che ci sarà poi qualche ragioniere di Stato incaricato di fare la conta delle briciole necessarie a rabbonire i nuovi questuanti. Nel frattempo, a noi italiani di età non più verde (del Nord del Centro e del Sud) il “piano per il Sud” richiama vecchi telegiornali in bianco e nero e addirittura cinegiornali dall’audio stentoreo, con casse del Mezzogiorno, interventi speciali, fondi straordinari, sforzi supplementari, e onorevoli (democristiani e affini) che tagliano nastri e benedicono iniziative tra gli applausi di sottoposti e clienti. Una tristezza.
L’unico “piano per il Sud” di una certa diversità, e di una qualche verve, ha fatto capolino con le confische di capitali ai mafiosi, e con l’affidamento di quei beni e di quei terreni a tipi tosti come don Ciotti. Se Berlusconi fosse quel gran dritto che dice di essere, farebbe quello che la sinistra non avrebbe mai il coraggio di fare: chiedere a don Ciotti di farlo lui, un “piano per il Sud”. Dell’Utri non sarebbe contento. Lombardo e Micciché dovrebbero trovarsi un lavoro. D’altra parte, non è possibile accontentare sempre tutti.
Michele Serra su Repubblica del 28 luglio 2009
Scusate ma ho la sensazione che qui si stia compiendo l’ennesimo errore della sinistra “cervellotica”. La gente comune fa già fatica a seguire un singolo discorso politico e voi che fate? Moltiplicate i discorsi? L’unico modo possibile per far cambiare la sinistra non è più dialogare. Abbiamo già dialogato abbastanza. Dobbiamo ritirarle la delega.
Vorrei porre una questione. Ho riflettuto a lungo e credo che per noi tutti sia arrivato il momento di prendere la parola. Ma in modo più secco e perentorio rispetto ai “girotondi”. Siamo tutti delusi dalla sinistra eppure siamo ancora di sinistra. La sinistra andrebbe rifondata. Ma come? Roberto mi ha preceduto nella formazione di un gruppo. Qui non è ancora chiaro il programma. Cioè a me non basta affatto una “Charta che contenga i principi per i quali ci sentiamo, e sappiamo di essere, di Sinistra”. Mi sembra che il problema non sia tanto nostro ma di coloro a cui abbiamo dato la nostra delega. Sono questi signori che devono chiarirsi cosa debba essere oggi la sinistra. Ma è urgente anche chiarire a questi signori che stando divisi continueranno a perdere perché c’è una questione di numeri.È inutile illudersi che Rifondazione/Comunisti e Sinistra e Libertà da sole o anche insieme possano arrivare ad avere un qualche peso nella politica e fermare la destra. Mancano i numeri. E allora secondo me è fondamentale creare un movimento politico con degli obiettivi MINIMALI che si sciolga quando avrà ottenuto questi obiettivi: l’unità della sinistra. Strada facendo ci sarà il tempo e il modo di definire un nuovo concetto di sinistra, ma è URGENTE avviare il processo di unificazione. La nuova entità non potrà più contenere la parola “comunista” perché è anacronistica e impedirebbe l’ingresso dei socialisti. Non può nemmeno chiamarsi “socialista” perché sarebbe rifiutata dagli ex comunisti.
Ma per essere nuova dovrebbe chiamarsi LABURISTA o PROGRESSISTA. Gli ex PD dovrebbero rinunciare alla parola “democratico” perché sinceramente non è abbastanza di sinistra ed è quasi qualunquista. L’agenda, sintetizzata in modo schematico, potrebbe essere questa.
1) Vi avevamo dato la delega per rappresentarci ma ci avete delusi.
2) Ci riprendiamo la delega e da questo momento voi non ci rappresentate più: da questo momento VOI DOVETE FARE QUELLO CHE DICIAMO NOI ALTRIMENTI NON VI VOTEREMO MAI PIU’.
3) DOVETE SCIOGLIERVI. PD, Sinistra e Libertà, Rifondazione/Comunisti, Socialisti, ecc, devono confluire in un unico gruppo.
4) Quando avrete avviato questo processo in modo irreversibile noi vi ridaremo la nostra delega e vi voteremo.
A quel punto il movimento si scioglierà oppure continuerà ad esistere temporaneamente per tenere d’occhio l’operato della sinistra riunita e per ricreare quel dialogo fra “base” e partito che è venuto a mancare in tutti questi anni. Non bisogna aver paura di non votare: peggio di così come siamo adesso non può andare. Ma il boicottaggio è una minaccia concreta che può smuovere i nostri. Cosa ne pensate?
Bruno Ballardini
Poco sopra ho citato Roberto di Nunzio, giornalista. Che è stato il primo a fondare un gruppo con questi obiettivi sui social network.
Penso che se le teste “pensanti e coerenti” fossero tante da portare a termine un progetto del genere non ci troveremmo nell’attuale situazione.
Troppe markette, troppi interessi personali, troppi buonismi da 4 soldi. Troppa informazione.
Ormaii la gente non ne può più.
Lo stress della normale sopravvivenza porta alla disinformazione.
L’operazione è stata costruita ad arte.
Il lavoro, sempre più precario, il mutuo da pagare, le cambiali della macchina che hanno messo fuori norma, il ragazzino che ha bisogno del nuovo cellulare, la vecchia mamma che ha bisogno di assistenza, l’autobus che non passa, la prescrizione del medico per le analisi, aggiungiamoci il meteorite , il buco nell’ozono ed il cancro della pelle….che ansia!
E allora arriva la magica pasticchetta, quella che ti fa sentire meglio, che ti fa vedere il mondo migliore.
E mentre alla tv aprono i pacchi, il pacco lo abbiamo preso noi.
Federica Vicari